Focus sul rame

06.11.2024

Le difficoltà del lato dell’offerta, a causa degli scarsi investimenti in nuovi progetti minerari, unito ai tagli della Fed e all’imponente pacchetto di stimoli deciso dal governo cinese, sono elementi che dovrebbero offrire sostegno per il prezzo del metallo rosso. Secondo un’analisi di Global X, lo stimolo cinese apre la strada a un aumento del prezzo. Nonostante l’attività industriale della Cina si sia contratta per il quinto mese consecutivo, dal gigante asiatico sono arrivate recentemente notizie positive per il rame, con il tentativo di rilanciare l’economia attraverso un massiccio pacchetto di stimoli.

Le misure comprendono l’allentamento monetario e il sostegno al settore immobiliare. Il ritmo e l’intensità senza precedenti dei provvedimenti adottati da Pechino hanno rafforzato il sentiment del mercato, segnalando l’urgenza di raggiungere l’obiettivo di crescita del 5% del PIL. Pechino è stata l’ultima grande metropoli a rimuovere le restrizioni all’acquisto di case, nel tentativo del governo di rilanciare il mercato immobiliare, pilastro della domanda di metalli. L’ultimo pacchetto di stimoli economici della Cina è stato addirittura definito il “momento Draghi” del Paese, perché le autorità sembrano determinate a fare tutto il necessario (“whatever it takes”) per stabilizzare l’economia.

Oltre ai tassi sui mutui abbassati, sono state delle mosse chiave la riduzione del repo rate a 7 giorni (tasso a breve termine tra banche) e del RRR (percentuale di riserve bancarie obbligatorie). Nel settore immobiliare, inoltre, l’anticipo richiesto per l’acquisto di una seconda casa scenderà dal 25% al 15%. Nonostante quest’anno la spesa cinese per le infrastrutture di rete abbia interamente compensato la debolezza dell’edilizia abitativa, il sostegno al settore immobiliare dovrebbe ridurre il freno sulla domanda di rame.

Sul fronte dell’offerta, alcuni rischi si sono attenuati con il Cile che sta recuperando dopo le battute d’arresto operative e di sviluppo che hanno abbassato la produzione ai minimi da 20 anni. Anche se alcuni impianti di fusione stanno ampliandosi, l’aumento della fornitura dalle miniere è comunque ridotta, il che potrebbe portare a una carenza di concentrato di rame nei prossimi mesi. La fornitura di rame raffinato è limitata, poiché pochi nuovi volumi minerari e di scarti entrano nel mercato. Il calo delle tariffe di trattamento del rame evidenzia che c’è meno rame grezzo disponibile per la lavorazione.

Negli ultimi anni, le miniere hanno investito poco, e ciò ha svuotato la pipeline di nuovi progetti. Questo ha causato una mancanza di minerale disponibile, ampliando la differenza tra le tariffe standard di trattamento e raffinazione dell’anno scorso, pari a 80 dollari per tonnellata e 8 centesimi per libbra , e i prezzi di vendita attuali. Alcuni impianti di fusione hanno avvertito che potrebbero essere costretti a chiudere se le tariffe di lavorazione continueranno a diminuire troppo, aggravando ulteriormente la carenza di rame raffinato disponibile sul mercato. Ad accelerare la domanda di rame, infine, potrebbero essere nei prossimi mesi anche i tagli dei tassi della Federal Reserve e l’attenuarsi dell’incertezza dopo le elezioni statunitensi.

Per l’investitore italiano, è possibile cavalcare tale tema con 3 Etf.

  1. WisdomTree Copper (GB00B15KXQ89) che replica il prezzo dei contratti future sul rame.
  2. Global X Copper Miners (IE0003Z9E2Y3) che replica l’indice Solactive Global Copper Miners, il quale replica società globali attive nell’esplorazione, estrazione e/o raffinazione del rame.
  3. HANetf Sprott Copper Miners ESG Screened (IE000IQQEL77) che replica l’indice Nasdaq Sprott Copper Miners ESG Screened, che ingloba società globali attive nell’esplorazione, estrazione e/o raffinazione del rame con filtri Esg.

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